Mi è sempre piaciuta, questa cosa dell'autunno e dell'inverno quando tutto pian piano cade a terra e il mondo diventa sempre un po' più modesto perchè il freddo lo avvolge e ognuno si rifugia sempre di più nei suoi giacconi, nelle sue sciarpe ingombranti e tutto si perde un po' via.
La mia stagione preferita è l'estate, l'unica stagione in cui non vado in giro come una disperata in fin di vita alla ricerca di una stufa o di qualsiasi cosa che non mi faccia diventare un ghiacciolo, però devo ammettere che ogni stagione ha il suo fascino e il tornare a casa e bere il the in fissa davanti alla finestra dove davanti ai miei occhi c'è un grande spazio verde fatto di colline e di alberi che ora hanno le foglie dorate, beh, è una tradizione che non mi lascio mai scappare.
I the fanno del bene e ti isolano dalla realtà. Ovviamente devi bere il the in un certo modo, cioè, devi essere in sintonia con lui e lasciarti trasportare dalle sue storie, se no non ci capiamo, cioè allora non berlo perchè non rispetti chi sta cercando di farti viaggiare con la testa (il the, appunto).
Volete i miei viaggi? I viaggi solitamente non si possono scrivere, non si possono scrivere con una logica diciamo, ma vi posso regalare uno stream of consciousness alla Joyce su quello che mi sta passando per la testa in questo momento: sto pensando alle foglie che si muovono troppo velocemente e sembra che si raccontino barzellette però se ridono di quelle che cadono sono un po' cattive, ho le mani fredde ma è troppo presto per mettere i guanti però le mie babbucce rosse sono molto fighe e ogni volta che la gente mi chiede delle indicazioni per strada non sono mai capace di spiegare e lì mi rendo conto di quanto sia imbecille e oggi un tipo straniero parlava un italiano assurdo e mi sorrideva ed era esilarante io ce l'avevo con l'universo così per la luna storta capitata nella mia persona e però lui ha raddrizzato la luna e io fiera della gente che si prende poco sul serio e ti fa cambiare umore e poi la vita è strana e fra un po' sarà sempre più buio e il buio nasconde gli unicorni però gli unicorni delle tenebre possono agire e sono un po' pericolosi e le stelle sono belle, molto belle e vorrei che la gente si fermasse un po' di più a guardare il cielo e ad ascoltare i musicisti per strada voglio dire non perchè io suono ma dico in generale perchè non vi fermate mai magari vi migliora la giornata e invece no sempre di corsa sempre incazzati e, mi manco, delle volte mi manco da sola in modi di fare che avevo e che non ho più o che non ho mai avuto ma vorrei avere ma poi dico beh pace sono fatta così vivo nel disagio e il disagio mi sta sempre accanto e va bene, prenderò una chitarra e arpeggerò qualcosa fingendo di essere ispirata e magari lo sono anche ma no, non lo sono e allora suonerò e basta e per quanto possano provare a farmi crescere ed essere una persona normale io vivo in altre galassie e non so stare nel mondo con una vita da persona con la testa sulle spalle se è sulle nuvole è sulle nuvole e in più non dovete urlare mentre bevo un caffè è un momento mistico e la gente urla cose non si fa e questo paesaggio è veramente poetico e non inizierò mai a studiare per l'università non inizierò mai e pensate se tutti si dicessero quello che si vogliono dire in questo preciso istante che esplosione di emozioni ci sarebbe, una cosa devastante cioè gente che si ama gente che si odia gente che si dice la verità gente che urla di gioia gente che va a cercarsi in capo al mondo tutti impazziti ma forse è autunno e le cose si dicono piano, con calma, si tingono dei colori un po' vissuti delle foglie e la forza di rischiare non c'è quasi mai e allora resti appeso a quell'albero e forse ha più coraggio chi si butta subito anche se si fa del male però aspettare l'ultimo momento è sempre poetico e tutti questi viaggi sono dovuti al fatto che a un anno pensavo che il mio albero di Natale della sala parlasse e invece non parlava ma se poi faccio paragoni con foglie che ridono e parlano evidentemente questa cosa non mi va giù e mio fratello che è appena entrato in camera ha interrotto questo viaggio ma vi informo che ha un orologio figo.
Il fatto è che il the non ti fa pensare a cose per cui serve un cervello fatto di neuroni, cioè i neuroni sono anestetizzati, si calmano e tu puoi pensare senza pensare consapevolmente.
In questa giornata di autunno è tutto strano e tutto fluttuante e tutto stanco, e io, come sempre, non connetto.
Gli unicorni lo berranno il the? O sono creature fluttuanti già di loro? O forse gli unicornisciolti vivono nel the?
Vi lascio con queste domande spiazzanti e mi raccomando al the e ai suoi contorti messaggi da assaporare per cogliere la stranezza del mondo.
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