martedì 21 ottobre 2014

Chiamasi modalità bolla

Sono in "modalità bolla", e adesso ve la spiego.
C'è un video di me a 5 anni che corro per la casa urlando "MAMMA, MAMMA, GUARDA CHE BELLE LE BOLLE!" ed ecco che ora tutto si spiega, ero predestinata a viverci dentro, diciamocelo.
Insomma, ci sono quelle sere in cui torni a casa, stanca, di buono o di pessimo umore o di umore indefinito che è forse il più frequente e praticamente c'è un momento in cui inconsapevolmente o con un filo di volontà non ben identificata stacchi la spina dalla realtà. 
Entri in camera e, la tua camera non è una camera, cioè: è un posto a parte dove tu te ne puoi stare lì da sola a vagare con la testa.
Accendi il computer, ti piazzi su youtube e parti con i viaggi mentali senza una logica e senza forse neanche accorgerti del fatto che tu stia cliccando su qualcosa o passando del tempo in questo modo.
Chiamasi BOLLA FLUTTUANTE. 
Non vi succede mai?
Quell'istante, quel minuti o quelle ore in cui siete in un universo parallelo? 

Se metti su una canzone in quella canzone ci sei completamente immerso nelle sere in cui entri in una bolla, non so come spiegarvelo, ma so che chi è mezzo psyco tipo me mi capisce.
Cioè, tu sei parte di una canzone, sei tipo le note di uno spartito che di punto in bianco prendono e se ne vanno in giro per tanti spartiti e non sanno più dove sono, ogni tanto si soffermano in una melodia e contemporaneamente ne diventano parte, poi si disorientano e cambiano direzione. 
Funziona così. Entra qualcuno in camera e ti chiede qualcosa, tu rispondi, non ti ricordi di aver risposto e non sai nemmeno qual è stata la domanda, perchè parli ma senti e percepisci tutto offuscato e fluttuante perchè, l'abbiamo detto già, ondeggi in una bolla.
Sembro fatta raga, bella storia. 

Tra l'altro certe cose che vivo nella bolla mi sembrano molto più forti di altre.
Cioè, le bolle ingannano o dicono la verità? Perchè magari una magari l'altra o magari entrambe signori cari. Prendiamo le cose banali e mettiamole nella mia bolla di unicorni e di musica. Succede che una cosa easy, un ricordo di un momento easy o di parole easy diventa qualcosa di profondo, di bello o di pesante o di tremendamente complicato. E magari hanno ragione le bolle, o meglio, le bolle non hanno ragione, ma la sanno lunga, molto più lunga e molto più difficile e ti mandano in posti completamente sbagliati o completamente perfetti, ma ti fanno capire, forse, che la vita non è solo routine e non è solo parole e non è solo azioni. Ma c'è molto altro, la maggior parte delle cose sono indescrivibili e intricate e indecifrabili, sono sentimenti nei sentimenti o sentimenti finti o emozioni pseudovere o cose inventate, però è qualcosa di unico per ogni persona. Quindi so che qualcuno si avvicina al mio mondo malato ma il suo sarà sicuramente diverso, perchè tu hai una realtà, e la bolla te la storpia e te la plasma come vuole lei. Ma è tua la realtà, è tua la vita, è tuo il cuore ed è diverso dal mio e da quello di tutti gli altri. Le bolle hanno il vostro nome zii!

COMUNQUE. Il fatto è che a un certo punto la bolla scoppia e tu sei tipo: no, minchia, ho una vita sociale, vado all'università e domani sveglia ore 5.51, ho degli impegni e delle cose normali da fare, e no, non ce la posso fare a farcela. Però sai che te ne potrai creare un'altra di bolla, quando e come vorrai. Ad esempio, domani in treno nel disagio. Sicuramente mi servirà una bolla triplo strato per non insultare nessuno e per vedere unicorni al posto della gente disagiata che parla di cose noiose. 
Sto uscendo dalla bolla nostalgica di stasera, pacchi veri, la modalità mode off è così rilassante.
Ora che sono uscita dalla bolla mi sono accorta di questo poema, visto, uno non sa nemmeno se sta scrivendo mentre è imbollato, o bollizzato, non so decidete voi, qui si inventano anche termini nuovi ovviamente. Poveri voi che siete arrivati a leggere fino a qui.

A presto piccoli aspiranti unicorni.

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