giovedì 30 ottobre 2014

Amare alla follia i momenti.

Un giorno un ragazzo mi disse che secondo lui ciò che ricordiamo e amiamo di più nella vita sono i momenti.

Ci ho riflettuto, ci rifletto spesso, e forse aveva davvero ragione.
Ci sono dei momenti, per ognuno di noi diversi e unici, in cui anche inconsapevolmente noi stiamo amando la vita con ogni minuscola cellula del nostro corpo.
Sono quei momenti del "ne vale la pena", del "sto tremando", del "che bello", del "ascolta", delle domande o delle risposte, del silenzio o della verità.
Non sempre ti accorgi dei momenti che ti segneranno per tanto tempo, ma quando te ne accorgi la cosa migliore da fare è chiudere gli occhi per qualche secondo, mentre sei lì, e immortalare tutto ciò che ti sta attorno e tutte le sensazioni che stai provando: immortalare il mare, le stelle, il sorriso di una persona, la brezza leggera, un abbraccio che vale oro, una lacrima che scende, una stretta di mano, il mal di stomaco per le troppe risate che ti stai facendo, l'attimo di un "ti voglio bene", l'attimo di uno sguardo, l'attimo di una promessa, di una scusa, di un tramonto, di un'alba, di una telefonata sincera, di un prato immenso, di una canzone, di un arrivederci.

Sono quelle volte in cui torni con il cuore pieno e senti che c'è stato qualcosa di speciale, di diverso.
Sono i momenti che spesso ti fanno capire cosa resti a fare lì dove sei, perchè stai scappando, perchè vuoi cambiare le cose, perchè hai quella passione, perchè certe emozioni a parole non si sanno spiegare.

E' bella, questa storia dei momenti. Mi affascina il fatto che non siano i mesi, gli anni interi a rimanere impressi, ma quel gesto, quella parola, quello sguardo, quel comportamento, quella briciola di vita che può valere molto di più di mille altre cose vuote e di poco conto.

E' qualcosa che si apprezza e si capisce molto anche con la distanza.
Conosco persone che vorrei avere qui con me sempre, ogni giorno qui accanto, ogni giorno raggiungibili, vorrei potessimo essere ogni giorno pronti a passare del tempo insieme, a consolarci, a divertirci, ad essere noi stessi, vorrei poter correre da loro e abbracciarli quando mi pare.
Eppure tante delle persone più speciali e più importanti della mia vita sono lontane, e ogni volta me le vado a cercare perchè ogni volta so di avere bisogno di quelle persone, di quei sorrisi, di quelle facce, di quei momenti che volano, sempre, ma che non riesco mai a dare per scontati perchè so che poi, appena scivolati via, mi mancheranno da morire, e rimarranno speciali e irripetibili proprio per questo.

Un'emozione dura un istante eppure può rimanere dentro di te per sempre.
Questa cosa è disarmante.














giovedì 23 ottobre 2014

Effetti collaterali ma benefici del the dell'ora di isolarsi.

Alla fine di una stancante giornata universitaria immersa nella frenetica Milano, sorseggio un the caldo, che era caldo, ma i the vanno bevuti piano perchè ti devono essere d'aiuto e rigenerarti e allora queste ultime gocce sono un po' fredde, ma va bene lo stesso.
Mi è sempre piaciuta, questa cosa dell'autunno e dell'inverno quando tutto pian piano cade a terra e il mondo diventa sempre un po' più modesto perchè il freddo lo avvolge e ognuno si rifugia sempre di più nei suoi giacconi, nelle sue sciarpe ingombranti e tutto si perde un po' via.
La mia stagione preferita è l'estate, l'unica stagione in cui non vado in giro come una disperata in fin di vita alla ricerca di una stufa o di qualsiasi cosa che non mi faccia diventare un ghiacciolo, però devo ammettere che ogni stagione ha il suo fascino e il tornare a casa e bere il the in fissa davanti alla finestra dove davanti ai miei occhi c'è un grande spazio verde fatto di colline e di alberi che ora hanno le foglie dorate, beh, è una tradizione che non mi lascio mai scappare.

I the fanno del bene e ti isolano dalla realtà. Ovviamente devi bere il the in un certo modo, cioè, devi essere in sintonia con lui e lasciarti trasportare dalle sue storie, se no non ci capiamo, cioè allora non berlo perchè non rispetti chi sta cercando di farti viaggiare con la testa (il the, appunto).

Volete i miei viaggi? I viaggi solitamente non si possono scrivere, non si possono scrivere con una logica diciamo, ma vi posso regalare uno stream of consciousness alla Joyce su quello che mi sta passando per la testa in questo momento: sto pensando alle foglie che si muovono troppo velocemente e sembra che si raccontino barzellette però se ridono di quelle che cadono sono un po' cattive, ho le mani fredde ma è troppo presto per mettere i guanti però le mie babbucce rosse sono molto fighe e ogni volta che la gente mi chiede delle indicazioni per strada non sono mai capace di spiegare e lì mi rendo conto di quanto sia imbecille e oggi un tipo straniero parlava un italiano assurdo e mi sorrideva ed era esilarante io ce l'avevo con l'universo così per la luna storta capitata nella mia persona e però lui ha raddrizzato la luna e io fiera della gente che si prende poco sul serio e ti fa cambiare umore e poi la vita è strana e fra un po' sarà sempre più buio e il buio nasconde gli unicorni però gli unicorni delle tenebre possono agire e sono un po' pericolosi e le stelle sono belle, molto belle e vorrei che la gente si fermasse un po' di più a guardare il cielo e ad ascoltare i musicisti per strada voglio dire non perchè io suono ma dico in generale perchè non vi fermate mai magari vi migliora la giornata e invece no sempre di corsa sempre incazzati e, mi manco, delle volte mi manco da sola in modi di fare che avevo e che non ho più  o che non ho mai avuto ma vorrei avere ma poi dico beh pace sono fatta così vivo nel disagio e il disagio mi sta sempre accanto e va bene, prenderò una chitarra e arpeggerò qualcosa fingendo di essere ispirata e magari lo sono anche ma no, non lo sono e allora suonerò e basta e per quanto possano provare a farmi crescere ed essere una persona normale io vivo in altre galassie e non so stare nel mondo con una vita da persona con la testa sulle spalle se è sulle nuvole è sulle nuvole e in più non dovete urlare mentre bevo un caffè è un momento mistico e la gente urla cose non si fa e questo paesaggio è veramente poetico e non inizierò mai a studiare per l'università non inizierò mai e pensate se tutti si dicessero quello che si vogliono dire in questo preciso istante che esplosione di emozioni ci sarebbe, una cosa devastante cioè gente che si ama gente che si odia gente che si dice la verità gente che urla di gioia gente che va a cercarsi in capo al mondo tutti impazziti ma forse è autunno e le cose si dicono piano, con calma, si tingono dei colori un po' vissuti delle foglie e la forza di rischiare non c'è quasi mai e allora resti appeso a quell'albero e forse ha più coraggio chi si butta subito anche se si fa del male però aspettare l'ultimo momento è sempre poetico e tutti questi viaggi sono dovuti al fatto che a un anno pensavo che il mio albero di Natale della sala parlasse e invece non parlava ma se poi faccio paragoni con foglie che ridono e parlano evidentemente questa cosa non mi va giù e mio fratello che è appena entrato in camera ha interrotto questo viaggio ma vi informo che ha un orologio figo.

Il fatto è che il the non ti fa pensare a cose per cui serve un cervello fatto di neuroni, cioè i neuroni sono anestetizzati, si calmano e tu puoi pensare senza pensare consapevolmente.
In questa giornata di autunno è tutto strano e tutto fluttuante e tutto stanco, e io, come sempre, non connetto.

Gli unicorni lo berranno il the? O sono creature fluttuanti già di loro? O forse gli unicornisciolti vivono nel the?

Vi lascio con queste domande spiazzanti e mi raccomando al the e ai suoi contorti messaggi da assaporare per cogliere la stranezza del mondo.

mercoledì 22 ottobre 2014

Il vento è un bel tipo.

Volevo scrivere delle cose sul vento.
Però non le so scrivere.
Ma questo è un blog apposta per scrivere cose che non si sanno scrivere.
Cioè, il vento è un bel tipo.
Ci sono i momenti in cui non lo sopporti e i momenti in cui lo ami, i momenti in cui dici "minchiazzio non starmi addosso" e i momenti in cui è poesia o polvere magica di unicorno che ti viene a trovare, che poi più o meno sono la stessa cosa (ma questa è un'altra storia).

Il vento quando fa il burlone e ti ficca la terra negli occhi è bastardo (cioè allora sei mejo te).

Il vento che è così forte che ti spinge all'indietro fa ridere: oggi mi è successo e dai, era divertente perché ti senti incapace e lui si atteggia e ti fa vedere che fa un po' quello che vuole e tu sei tipo "si ok ma levati" e a lui non gliene frega niente, però ti fa ridere comunque.

Il vento che ti scompiglia i capelli e ti fa dimenticare tutto il resto è figo: il vento che ti svuota la testa, quello delle giornate piene di casini che però ti si presenta e ti spazza via tutti i problemi sempre perché si sente uno zio e allora ti guarda e un po' come l'Orso Balù che dice "ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile, e i tuoi malanni puoi dimenticar!", l'amico Vento ti canta qualcosa di simile ma non sulle briciole adesso non la so, dovete chiederlo a lui, ma comunque ti fa rimuovere tutte le cose pesanti almeno per un secondo e ti fa sentire più easy.

Poi c'è il vento saggio, quello che porta con sè delle storie.  Te le ricorda accarezzandoti, o te le sussurra in un orecchio come se fossero una melodia lontana. Ricordi, emozioni, profumi, voci di persone che ti mancano, ti ricorda altri autunni e altre foglie già cadute, altre giornate che hai vissuto o che avresti voluto vivere. Il vento saggio non è sempre simpa, è anche strappalacrime ragazzi ve l'ho detto che è un bel tipo.

Ma il vento è anche aria nuova, l'aria fresca di quella giornata in cui ti serve la spinta per
ricominciare, o per sentirti un po' più viva. Ti arriva addosso come un bambino che inciampa per sbaglio, ti fa un bel sorrisone e ti chiede di correre con lui, e tu non sai dirgli di no e allora sorridi anche tu un po' a quel bambino un po' alla vita e un po' a tutti perché sai che ogni tanto è così che hai bisogno di essere e vai, te ne vai con quest'aria spaesata e felice di chi si catapulta in una nuova avventura.

Il vento andrebbe ascoltato ogni tanto, perché sa sempre quando romperti le palle, quando farti riflettere, quando darti una svegliata, quando farti innamorare e quando prenderti per mano.

"The answer my friend, is blowin' in the wind, the answer is blowin' in the wind."




martedì 21 ottobre 2014

Chiamasi modalità bolla

Sono in "modalità bolla", e adesso ve la spiego.
C'è un video di me a 5 anni che corro per la casa urlando "MAMMA, MAMMA, GUARDA CHE BELLE LE BOLLE!" ed ecco che ora tutto si spiega, ero predestinata a viverci dentro, diciamocelo.
Insomma, ci sono quelle sere in cui torni a casa, stanca, di buono o di pessimo umore o di umore indefinito che è forse il più frequente e praticamente c'è un momento in cui inconsapevolmente o con un filo di volontà non ben identificata stacchi la spina dalla realtà. 
Entri in camera e, la tua camera non è una camera, cioè: è un posto a parte dove tu te ne puoi stare lì da sola a vagare con la testa.
Accendi il computer, ti piazzi su youtube e parti con i viaggi mentali senza una logica e senza forse neanche accorgerti del fatto che tu stia cliccando su qualcosa o passando del tempo in questo modo.
Chiamasi BOLLA FLUTTUANTE. 
Non vi succede mai?
Quell'istante, quel minuti o quelle ore in cui siete in un universo parallelo? 

Se metti su una canzone in quella canzone ci sei completamente immerso nelle sere in cui entri in una bolla, non so come spiegarvelo, ma so che chi è mezzo psyco tipo me mi capisce.
Cioè, tu sei parte di una canzone, sei tipo le note di uno spartito che di punto in bianco prendono e se ne vanno in giro per tanti spartiti e non sanno più dove sono, ogni tanto si soffermano in una melodia e contemporaneamente ne diventano parte, poi si disorientano e cambiano direzione. 
Funziona così. Entra qualcuno in camera e ti chiede qualcosa, tu rispondi, non ti ricordi di aver risposto e non sai nemmeno qual è stata la domanda, perchè parli ma senti e percepisci tutto offuscato e fluttuante perchè, l'abbiamo detto già, ondeggi in una bolla.
Sembro fatta raga, bella storia. 

Tra l'altro certe cose che vivo nella bolla mi sembrano molto più forti di altre.
Cioè, le bolle ingannano o dicono la verità? Perchè magari una magari l'altra o magari entrambe signori cari. Prendiamo le cose banali e mettiamole nella mia bolla di unicorni e di musica. Succede che una cosa easy, un ricordo di un momento easy o di parole easy diventa qualcosa di profondo, di bello o di pesante o di tremendamente complicato. E magari hanno ragione le bolle, o meglio, le bolle non hanno ragione, ma la sanno lunga, molto più lunga e molto più difficile e ti mandano in posti completamente sbagliati o completamente perfetti, ma ti fanno capire, forse, che la vita non è solo routine e non è solo parole e non è solo azioni. Ma c'è molto altro, la maggior parte delle cose sono indescrivibili e intricate e indecifrabili, sono sentimenti nei sentimenti o sentimenti finti o emozioni pseudovere o cose inventate, però è qualcosa di unico per ogni persona. Quindi so che qualcuno si avvicina al mio mondo malato ma il suo sarà sicuramente diverso, perchè tu hai una realtà, e la bolla te la storpia e te la plasma come vuole lei. Ma è tua la realtà, è tua la vita, è tuo il cuore ed è diverso dal mio e da quello di tutti gli altri. Le bolle hanno il vostro nome zii!

COMUNQUE. Il fatto è che a un certo punto la bolla scoppia e tu sei tipo: no, minchia, ho una vita sociale, vado all'università e domani sveglia ore 5.51, ho degli impegni e delle cose normali da fare, e no, non ce la posso fare a farcela. Però sai che te ne potrai creare un'altra di bolla, quando e come vorrai. Ad esempio, domani in treno nel disagio. Sicuramente mi servirà una bolla triplo strato per non insultare nessuno e per vedere unicorni al posto della gente disagiata che parla di cose noiose. 
Sto uscendo dalla bolla nostalgica di stasera, pacchi veri, la modalità mode off è così rilassante.
Ora che sono uscita dalla bolla mi sono accorta di questo poema, visto, uno non sa nemmeno se sta scrivendo mentre è imbollato, o bollizzato, non so decidete voi, qui si inventano anche termini nuovi ovviamente. Poveri voi che siete arrivati a leggere fino a qui.

A presto piccoli aspiranti unicorni.

lunedì 20 ottobre 2014

E' con un grande applauso che accogliamo Manuela Disagio Bianchi.

Ok. Vi starete chiedendo cosa ci faccio qui, su un blog, e perchè e cosa mi salta in mente eccetera.
Questo per tutti quelli che mi conoscono, per tutti gli altri piacere, sono una un po' matta, un po' stordita, un po' da ricoverare, un po'strana e un po' disagiata.
Ho deciso di aprire questo bolg perchè delle volte ho bisogno di dare sfogo ai miei disagi da qualche parte, in un posto dove posso dilungarmi su cose assolutamente prive di senso, o su cose che interessano solo a me, o su cose che ho bisogno di trasformare in parole e regalare a chi avrà voglia di leggerle.
Non sono una scrittrice, né una poetessa, né una che vuole fare successo scrivendo cose della vita e del mondo e nemmeno una ragazza a posto. 
Mi piaceva l'idea di aprire un blog dove posso comportarmi come voglio. 
Dove posso raccontarvi episodi, emozioni della mia vita nel modo più strappalacrime possibile, oppure spiegarvi perchè sia così fissata con gli unicorni, o con gli ermellini fucsia, o tirarvi scemi con dei viaggi mentali che nemmeno io so come saltano fuori.
So che della gente non sopporta i miei sfasi su facebook (ah non per questo smetterò ci mancherebbe) ma so che c'è chi leggendo qualche mia stupidaggine si alleggerisce la giornata. E allora, per entrambe le ragioni, voglio, in questo modo, lasciarvi un piccolo grande spazio aperto sul mio mondo, il mio strano modo di ragionare, la mia visione fluttuante della vita e quant'altro.
Il titolo del blog al momento è "Never too late to become a unicorn": oh, ragazzi, è vero ed è quello che vorrei farvi capire attraverso le mie parole, a caso, giuro che non ho idee su quello che avrò da scrivervi, o da scrivermi, ma so che ci saranno dei momenti in cui ne avrò bisogno e in quei momenti spero che riusciate a capire che a 19 anni, così come a 40, così come a 3, si può sempre avere qualcosa di assurdo, qualcosa che ci renda unici e non noiosi, qualcosa che ci faccia sentire fuori dal normale, deficienti, meravigliati, fragili o forti e vaganti come gli unicorni che se la ballano tra un arcobaleno e l'altro. Non è mai troppo tardi per sentirsi un po' psicopatici come me, e se ne avrete bisogno, io sarò qui. Non so per quanto, e non so in che modo e con che frasi, ma sarò qui, va bene?
A dirvi quello che mi va, senza una logica e senza limitarmi ad essere una persona seria che scrive cose serie, né una persona cretina che scrive cose cretine, ma tutte e due: staccate, contemporaneamente, persona seria ma con degli unicorni intorno, o persona cretina con cose serie intorno, o unicorno con persone serie e cretine intorno.
A PRESTO AMICI, NEMICI, UNICORNI E GENTE SCONOSCIUTA!
Il disagio è ovunque e non gli permetterò di lasciarvi soli.