2017.
Mi sono accorta che nel 2017 non ho scritto più nulla e mi sono sentita un po' stupida.
In realtà nulla di male, ho avuto tante cose da fare, tante cose da risolvere e tante cose a cui pensare. Però mi sfugge qualcosa.
Il tempo passa e lo sappiamo tutti, e questa cosa è stressante ed è stressante dover fare "tutto in tempo". Beh è già novembre, ho 22 anni e io con la vita non sono in tempo per niente. Sono disorientata e non so da che parte girarmi, nonostante io stia cercando di far quadrare tutto.
Ma forse è proprio quando cerchi di far quadrare tutto che ti perdi.
Mi sono persa, in questo autunno strano, pieno di luce in faccia alle 2 del pomeriggio e pieno di buio troppo presto, sempre troppo presto. E come sempre, aspetto. Sono in stampelle ed è tutto instabile come me. Forse il mio equilibrio fisico migliora un po', ma quello mentale rimane un disastro e cambio umore ogni frazione di secondo.
Questo è un recap della mia vita? Forse. Anche se della mia vita non ci capisco un bel niente.
Se c'è una cosa che vorrei confidare a me stessa in questo momento, è che vorrei essere più "a fuoco". Anzi, togliendo le virgolette: più a fuoco e basta. Suona meglio.
Come persona, come persona con progetti di vita, come persona con idee chiare, come persona che ogni giorno porta a termine qualcosa.
Invece vivo nel caos ed ogni cosa è solo qualcosa di iniziato e mai finito. Che poi forse il senso della vita è anche questo: iniziare continuamente cose. Perché quando finiscono siamo mica tanto bravi ad accettarlo, e ne iniziamo altre e altre ancora. Perché chi te lo fa fare di stare lì ad osservare le cose che finiscono. Però poi se iniziano e non finiscono ti sembrano lasciate a metà, e non va bene nemmeno così. A dirla tutta non va bene nulla. Non va bene nulla e in questo periodo ho solo voglia di lamentarmi, poi di farmi passare la luna storta, di sognare grandi cose per due giorni, e di lamentarmi di nuovo. Forse lamentarmi servirà, prima o poi, a smuovermi?
Delle volte vorrei ricominciare da zero in un posto lontano. Partire e via, ripresentarmi da sola. "Hei ciao, sei tu? No io non sono la solita, sono un'altra, ho 22 anni ma sono nata oggi, mi chiamo Manuela e sono una pedina al punto di partenza. Tocca a me, lancio il dado."
Ma poi, tanto, dove vuoi andare? Che le cose che hai, quello che sei te lo porti dietro ovunque tu vada.
E la vita scorre, scorre, scorre, chi scrive la tesi? Qualche volontario? Non tutti insieme.
Questa era una parentesi senza senso.
Non suono la chitarra da troppo tempo, ma non ho tempo. Ma chi l'ha detto che non ho tempo? Avevo forse tempo di scrivere tutte queste cose illogiche?
Comunque la vita è difficile, lo dico sempre. La vita è difficile e forse nemmeno tanto per le difficoltà che davvero ti mette davanti, ma perché è come un enigma senza soluzione. Tu le trovi le soluzioni, ma sono mini soluzioni provvisorie, di passaggio tra un problema e l'altro e questa cosa ti esaurisce. Però cosa facciamo senza nulla da risolvere? Nulla. Nessuno che fa nulla, che sistema nulla, in un mondo dove nulla serve perché nulla è un problema da risolvere. Già, forse non funzionerebbe.
Pensavo che, passati tre anni da quando ho aperto questo blog, sarei finita per riscriverci finalmente parlando di cose sensate in una vita sensata.
Invece è tutto peggio di prima, non ce la si fa nemmeno nel 2017.
E' mezzogiorno, ho il pigiama con gli orsi polari e la mia vita non si smuove.
Goodbye blue sky

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