mercoledì 14 gennaio 2015

Cogli l'attimo, cogli la rosa quando è il momento!

«Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza, in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, [...] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.»


Tornata stravolta da una giornata pesante e movimentata, mi sono messa a guardare l'Attimo Fuggente e mi è tornata una voglia di vivere pazzesca, e ce l'ho proprio ora, anche con le palpebre pesanti, il pigiama e una sveglia da puntare.
Ma una voglia di vivere per come sono, per quella che sono sempre stata e per quella che sto diventando. Vivere crescendo e cambiando senza aver paura di cambiare, e di essere me stessa, di andare in profondità, di non farmi passare davanti le mie occasioni, i miei sogni, i miei affetti, le mie passioni, la mia tenacia, la mia spontaneità.
A me questa storia dell'andare in profondità è sempre interessata.
Il professor Keating lo diceva: sono la bellezza, la poesia, l'amore le cose che ci tengono in vita.
E io sono la prima della categoria di quelli che non rispondono "Stronzate.", ma che invece rimangono lì, imbambolati, a condividere quella verità. Una verità che trovi solo guardando a fondo, sentendo.
Ho 19 anni, e chissà quante batoste dovrò ancora sopportare e quanti dispiaceri, quanti dubbi, quante cadute. Ma io voglio combinare qualcosa sul serio in questa vita, e qualcosa che mi rappresenti, e qualcosa che mi renda diversa perchè quella strada l'ho scelta io e nessun altro, io e per me stessa, perchè è il posto che mi appartiene, perchè mi gira così, perchè so fin dove mi posso spingere oltre, e so che non devo stare affacciata al vetro a fantasticare e basta, so che devo prendere le redini della situazione e dire "Ok, con cosa mi metto in gioco? Cosa voglio combinare? Con chi voglio parlare? Oggi per chi voglio esserci?" e NON lasciare che le cose prendano il loro corso, ma FAR SI che le cose prendano il loro corso. Il loro corso per me, secondo la mia visione delle cose, una visione un po' fuori dal comune, un po' stupida e un po' matta, un po' semplice e un po' troppo intricata, un po' bella e un po' malinconica e un po' unica, soprattutto unica, come quella di tutti, e diversa da quella di tutti.Voglio essere io protagonista, io davanti, con una paura matta, ma davanti, in bella vista, a fare i miei passi, a fare le mie cazzate, a urlare le cose più insensate e sincere del secolo, a sbagliare, a scusarmi, a correre, a respirare per prima l'aria di chi esce dal suo rifugio, esce dal suo nascondiglio e urla "TOPPA LIBERA PER ME!" e va a lasciare la sua impronta nel mondo, va a scrivere il suo verso del potente spettacolo che continua, ne prende parte, salta in piedi su un banco, cambia prospettiva, come quei ragazzi, e non si accontenta di quel briciolo di personalità che basta per sopravvivere, ma ne tira fuori tanta quanto basta per esistere, per cogliere l'attimo, per cogliere la rosa quando è lì e sai che lì non la puoi lasciare, perché è tua, con quei petali e quelle spine.

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