mercoledì 22 giugno 2016

Fine giugno, in bilico

Fine giugno, zero idee. Zero idee, fine giugno.
A fine giugno viene voglia di scrivere ma non sai nemmeno cosa.

Luce spenta, finestra aperta, il classico profumo d'estate, i grilli che sono tornati a dire tutto e a dire niente. 
Dei libri aperti e sparsi sulla scrivania. Tanti libri, qualche matita.
Domani avevo un esame ma l'ho rimandato. Troppi libri, zero idee, fine giugno, grilli, matite, pensieri.
Mi chiedo se un giorno, quando la mia realtà sarà diversa, guardandomi indietro rivedrò queste immagini. E soprattutto mi chiedo se mi mancheranno o meno.
"In bilico, tra tutti i miei vorrei", cantano i Negramaro. 
Per quanto resterò in bilico nella mia vita, mi chiedo. E non so rispondere.
Alle volte non è semplice vivere il presente. C'è sempre da guardare oltre. Come se, in bilico, non fossimo capaci di restare, e nemmeno di volerci bene.

E così vola il tempo. 
Un esame è finito, ora un altro, poi la laurea, poi il curriculum, poi il lavoro che se lo trovi ok ma se non lo trovi sei in continuo sbattimento e se lo trovi comunque magari non ti piace e sei stanco e zero idee. 

E poi, mi chiedo, se di nuovo, sarà fine giugno.

E ancora i grilli, e zero idee, e i maggiolini che ogni volta arrivano a luglio e non si capisce perché, e cambiate nome, e il venticello e il profumo d'estate e zero idee e mille pensieri.
Non capisco fino a che punto siano più importanti le cose della vita tipo gli esami, gli impegni, le soddisfazioni, i progetti, le realizzazioni, e le cose della vita tipo i grilli, il vento, l'interrogarsi sul perché a fine giugno zero idee e sul perché i maggiolini a maggio non li vede nessuno. E non ne esco e non ne uscirò mai. 
Quello che so, è che vorrei tenermi un fine giugno per ogni anno della mia vita. 
In qualsiasi caos io mi trovi. 
Vorrei poter spegnere la luce, mandare al diavolo il resto, ed ascoltare i grilli e respirare e pensare che sono qui, esattamente qui. Sapere che sto vivendo. Consapevolizzarmi, tutto qui. Non tipo "Yu-huu, sveglia, domani devi fare un esame, domani devi andare al lavoro, domani sei in Australia, domani piove", no, più tipo "Hei, sei qui, stai vivendo, fuori si sta bene e questa è la tua vita, non te lo dimenticare, che dimenticare è un casino".

E resto qui, sul filo di un rasoio, ad asciugar parole che oggi ho steso e mai dirò.