Ma una tra le più difficili in assoluto, secondo me, è ascoltarsi.
Ascoltarsi. Avete capito bene. Non ascoltare gli altri, che poi, beh, già quello mi risulta difficile perchè nove volte su dieci la spina del mio cervello è staccata completamente, ma in questo caso intendo l'ascoltare se stessi, ecco.
Non è per niente facile signori miei.
Non è per niente facile perchè siamo abituati, ormai, a distrarci da tutto ciò che ci fa male, a non prenderci le nostre responsabilità, a sotterrarci di impegni e di cose da fare fino alla nausea pur di non prenderci del tempo per stare soli, in silenzio, ed ascoltare tutto quello che abbiamo dentro. Il dolore, la paura, la speranza lì in fondo allo stomaco, l'emozione, la malinconia, la pace, i sentimenti nascosti.
E' difficile, dico davvero. Un tempo ero più brava.
Oggi ci ho riprovato, ed è stato... boh. Vero. Forte.
Ho spento la luce di camera mia, ho preso una sedia, ho aperto la finestra, ho appoggiato il telefono su una mensola, e ho alzato lo sguardo al cielo.
E quella è un'altra di quelle cose per cui ci vuole coraggio. Guardare il cielo. Mica è semplice.
Due secondi ok, grazie. Ma dieciquindici minuti no. Dieciquindici minuti sono tanti.
Mi sono accovacciata su me stessa e ho azzerato tutto quanto, anzi, tutto ciò che non era importante è scivolato via da solo, pian piano.
C'era, c'è ancora, una luna bellissima. E c'erano le nuvole che le passavano davanti, leggere ma decise. E c'era la brezza estiva e il rumore del vento fra gli alberi, e qualche grillo.
E' una sfida, prendersi del tempo per poter dire "ok, ora siamo solo io e il cielo e tutti i pensieri che attraversano questo spazio". E' una sfida perchè poi bisogna saperci stare, davanti alle cose belle. Che sono belle ma sono forti e se sono forti magari fanno anche male, a volte. Bisogna farsi piccoli piccoli ma guardare in alto, e non abbassarlo quello sguardo. Non abbassarlo neanche se ti sale una nostalgia assurda, se ti sembra di ricominciare a sognare e no, non va bene perchè sei una persona matura e stai perdendo tempo e cosa fai no guardi le nuvole e no ma sei matta ma domani hai da fare ma svegliati e smettila. No. Invece bisogna stare lì, senza opporsi, e lasciarsi andare, e sentirsi vivi, poco alla volta, ancora.
E ascoltarsi. E respirare. Starlo a sentire, quel respiro. Che lì dentro in quel silenzio pesa molto di più, e non è semplice ascoltarsi nel silenzio, guardare la luna e respirare. Sono cose che valgono oro i silenzi, la luna e i respiri.
Sono cose così naturali, eppure tutti ci dimentichiamo di quanto siano importanti.
E niente, ve lo volevo dire, così, che mi sono emozionata, in quel silenzio buio con la luna coperta dalle nuvole e il vento leggero e le mie braccia attorno alle ginocchia e gli occhi fissi in alto.
E ritorni un po' bambina, stupore e timore si mescolano e ti costruiscono la tua visione del mondo.
E quando è tutto confuso e non capisci più nulla è lì, che devi mettere il mondo a tacere e stare ad ascoltare te stessa e la luna.
E' tutto così naturale.